Storie di altri mondi 2

scritto da amicodipenna
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All'epoca della comparsa dei Mihole su Arret l'Edinimo, riprogrammato geneticamente o no, pur minus stupidus del suo predecessore, non aveva ancora la possibilità di immaginare viaggi astrali per cui l'unica spiegazione che fu in grado di darsi, di fronte alle loro forme e capacità, fu che fossero dei.

Essi infatti apparivano dal cielo circondati da luci abbaglianti e fornivano istruzioni che non potevano essere disattese, pena la distruzione di città e di popoli, cosa questa in cui oggi ce la caviamo alla grande anche noi qui.

Si doveva sottoscrivere un patto di fede assoluta firmato con il sacrificio di figli, figlie e parenti vari che dovevano essere immolati ogni volta che essa sembrava vacillare.

E anche questo abbiamo imparato a farlo bene, pensate alle banche, ai presta soldi e alle assicurazioni, anche se in modo più sottile e subdolo, un po' meno sanguinolento diciamo.

Tutto quello che vi racconto è rigorosamente riportato nell'Aibbib, il libro sacro di cui vi ho parlato nella parte precedente. Un diario, praticamente, scritto da uno solo dei popoli degli Ididimo, gli Ierbe.

Nonostante i Mihole si fossero suddivisi gli Idinimo di Arret, questa è la testimonianza più completa e conosciuta, tanto che si è finiti per generalizzarla e considerarla universale.

Alla luce di quanto detto finora è interessante notare l'autopromozione che gli Ierbe si fecero elevando, nel tempo, il loro Mihole da semplice "uno dei tanti dei" a "capo di tutti gli dei".

Assegnazione che così portava anche il popolo che gli era stato assegnato, cioè loro, gli Ierbe, a essere quello prediletto tra tutti, visto che alla fine essi stabilirono anche, con un ottuplo salto mortale carpiato e all'indietro, che Hewhay, così si chiamava il loro Mihole, era l'unico dio e gli altri, al massimo, degli Ilegna, che noi potremmo anche tradurre con angeli o semplici messaggeri.

Quelli più combattivi che si opponevano a Hewhay nel dominio di Arrat vennero chiamati figli o servi di Anatas, quello che pare avesse come sua unica missione quella di sobillare gli Idinimo alla disobbedienza e che ci riuscisse anche spesso, se non sempre, tanto da sembrare addirittura predominante.

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